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Se esiste un popolo al mondo che nella storia ha affascinato e continua ad affascinare a suo modo, al pari dei romani e degli egiziani, la maggior parte dei moderni abitanti del nostro pianeta, questi sono i Norreni, più comunemente conosciuti come Vichinghi. Originari della Scandinavia essi incarnano ancora oggi il mito dell’uomo forte, coraggioso, avventuroso. Grandi esploratori (erano famosi per la loro abilità di navigatori, tant’è che in pochi secoli colonizzarono le coste e i fiumi di gran parte d'Europa giungendo fino nel Nord America, avvistato tra la fine del X e gli inizi dell' XI secolo da Bjarni Herjólfsson), grandi commercianti e guerrieri, per secoli terrorizzarono gli abitanti delle coste francesi, inglesi e adiacenti con le loro scorrerie. Non deve stupire quindi se questo popolo ed i suoi eroi, veri o presunti tali, hanno trovato spesso risalto anche nel mondo dei videogiochi (famoso il bel “Rune” uscito qualche anno fa su PC), specie in titoli action o di combattimento all’arma bianca, i cosiddetti hack'n'slash. E proprio a questa categoria appartiene Viking: Battle for Asgard, titolo sviluppato da Creative Assembly, quelli di Total War, e prodotto da SEGA. In esso il giocatore è chiamato ad interpretare il nerboruto guerriero vichingo Skarin, salvato dalla morte dalla figlia di Odino, Freya, che gli concede enormi poteri affinché egli possa utilizzarli in qualità di condottiero del suo popolo, contro la terribile minaccia costituita da un esercito di non morti, demoni, orchi e altre creature guidato dalla malefica Hel, Regina degli inferi (Niphleim) desiderosa di vendicarsi con Odino per averla bandita, che stà conquistando villaggi e roccaforti, imprigionando centinaia di guerrieri, prima di marciare verso il Valhalla. La battaglia per Midgard ha inizio.
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